Le informazioni presenti sul sito hanno natura generale e non costituiscono consulenza professionale o raccomandazione operativa specifica.

Perché esistiamo davvero

Molte organizzazioni convivono con viste di rischio frammentate; noi esistiamo per trasformare quei frammenti in un quadro unico, difendibile e utile alle decisioni.
  • Focus

    Partiamo dalle lacune nei flussi di rischio esistenti per progettare un’aggregazione che serva davvero consiglio di amministrazione, audit e funzioni di controllo.

  • Metodo

    Applichiamo un quadro strutturato, il Protocollo di Aggregazione Integrata, che collega tassonomia, dati e scenari alle decisioni direzionali.

  • Audit

    Ogni passaggio è documentato in modo tracciabile, per facilitare revisioni interne, revisori esterni e verifiche delle autorità di vigilanza.

  • Tecnico

    Combiniamo tecniche quantitative e giudizio esperto, spiegando le scelte modellistiche con linguaggio comprensibile ai decisori non tecnici.

  • Persone

    Lavoriamo a stretto contatto con i team interni, trasferendo metodo operativo e supportando la gestione del cambiamento.

  • Indipendenza

    Non vendiamo software; questo ci permette di proporre soluzioni aderenti alla realtà, non legate a una piattaforma specifica.

  • Governance

    Aiutiamo a chiarire ruoli e responsabilità nella catena del dato di rischio, riducendo ambiguità e duplicazioni di attività.

  • Adattabilità

    Progettiamo framework che possono evolvere nel tempo, seguendo nuove normative, cambi organizzativi e strategie di rischio.

I valori che guidano ogni progetto di aggregazione rischi

Quando si parla di aggregazione dei rischi d’impresa, molti approcci si fermano al rispetto formale di requisiti minimi. I nostri valori ci spingono a cercare soluzioni che restino solide nel tempo, anche quando cambiano contesto, richieste dei vertici e aspettative regolamentari.
01

Indipendenza metodologica e supporto concreto

Molti framework di aggregazione nascono come risposta a richieste esterne e finiscono per essere poco utilizzati internamente. Noi partiamo dall’opposto: progettiamo schemi che possano essere messi alla prova da audit e vigilanza, ma che allo stesso tempo aiutino chi governa l’impresa a discutere scelte complesse. L’indipendenza da piattaforme tecnologiche ci consente di concentrarci su struttura logica, controlli e documentazione, lavorando fianco a fianco con i team interni nella fase di implementazione e nelle revisioni periodiche.
Un metodo indipendente, trasparente e costruito per resistere a domande difficili da parte di audit, revisori e autorità di vigilanza.
02

Trasparenza lungo tutta la catena del dato

La solidità di un framework di aggregazione dipende dalla capacità di fornire una vista coerente dei rischi, evitando duplicazioni e buchi informativi. Per questo lavoriamo con tassonomie chiare, dipendenze esplicite e regole di consolidamento documentate. Ogni ipotesi viene resa verificabile, così che chi controlla possa seguirne il filo logico e chi decide possa comprendere cosa c’è dietro a un numero sintetico.

03

Implementazione sostenibile per i team interni

Non ci limitiamo a proporre concetti astratti: traduciamo le scelte metodologiche in processi, ruoli e controlli che i team interni possano gestire nel tempo. Questo significa definire responsabilità puntuali, standard di documentazione e cicli di revisione programmati. In questo modo l’aggregazione dei rischi diventa parte stabile della governance, non un esercizio straordinario legato a singoli progetti.
04

Eccellenza tecnica con pragmatismo operativo

Ogni organizzazione ha storia, struttura e vincoli propri. Applichiamo principi riconosciuti nella letteratura e nelle prassi di vigilanza, ma li adattiamo alla realtà operativa del cliente. Usiamo un set di domande guida e benchmark qualitativi per valutare alternative, discutendo apertamente compromessi e conseguenze. Così si evitano soluzioni teoricamente eleganti ma poco utilizzabili nella pratica quotidiana.
05

Capacità di adattamento nel tempo

La normativa e le aspettative di mercato evolvono in modo continuo. Costruiamo framework che prevedono fin dall’inizio meccanismi di aggiornamento controllato: criteri per modificare assunzioni, procedure di validazione, modalità di comunicazione ai comitati. Questo approccio riduce il rischio di dover ripartire da zero a ogni cambiamento e favorisce una maturazione graduale ma costante della vista di rischio integrata.

Come si è evoluto il nostro approccio

  • 2018
    Avvio dei primi progetti di aggregazione rischi per gruppi regolamentati Nasce lo studio con l’obiettivo di colmare il divario tra modelli di rischio teorici e le esigenze pratiche di consiglio e comitati. I primi incarichi riguardano la revisione della reportistica integrata in gruppi con strutture dati eterogenee e forte pressione regolamentare, ponendo le basi del nostro approccio orientato alla decisione.
    #6
  • 2019
    Definizione del Protocollo di Aggregazione Integrata Viene formalizzato il Protocollo di Aggregazione Integrata, un insieme di fasi e deliverable che collega tassonomia, dati, dipendenze e scenari. Questo schema diventa il riferimento per tutti i nuovi progetti e viene progressivamente affinato sulla base delle osservazioni di audit interni ed esterni.
    #5
  • 2020
    Primi incarichi focalizzati su preparazione ad audit e ispezioni Lo studio viene coinvolto in iniziative di preparazione a ispezioni su tematiche di rischio aggregato. Il confronto con revisori e funzioni ispettive porta a rafforzare la parte di documentazione, tracciabilità delle assunzioni e gestione delle versioni dei modelli, che entra stabilmente nei nostri schemi di lavoro.
    #4
  • 2022
    Estensione del framework a settori e strutture più complesse L’esperienza maturata su più settori spinge a estendere il metodo a nuove tipologie di rischio e a gruppi con strutture societarie più articolate. Vengono introdotti strumenti di diagnosi rapida della maturità di aggregazione, utili per definire piani di evoluzione graduali ma coerenti con le richieste dei vertici.
    #3
  • 2024
    Sviluppo di linee guida di governance dei modelli Si rafforza il focus sulla governance dei modelli di aggregazione, con maggiore attenzione a ruoli, responsabilità e meccanismi di approvazione. Nascono linee guida interne per supportare i clienti nella definizione di comitati metodologici e percorsi di aggiornamento controllato delle assunzioni chiave.
    #2
  • 2026
    Consolidamento della specializzazione su enterprise risk aggregation Lo studio consolida il proprio posizionamento come interlocutore specializzato su enterprise risk aggregation per gruppi soggetti a forte scrutinio. La priorità diventa aiutare i clienti a passare da un uso principalmente dichiarativo dei numeri di rischio a un impiego effettivo nelle decisioni su capitale, piani e soglie di tolleranza.
    #1
6

Un team costruito attorno all’aggregazione dei rischi d’impresa

Il team riunisce esperienze in gestione dei rischi, modellizzazione quantitativa, internal audit e interazione con autorità di vigilanza. Questa combinazione ci permette di tradurre concetti tecnici in scelte operative per chi governa l’impresa. Non portiamo soluzioni preconfezionate, ma un metodo strutturato che si adatta alla complessità di gruppi diversi, mantenendo sempre alta la qualità della documentazione e del confronto con gli stakeholder interni.
Luca Ferri Responsabile Enterprise Risk Practice

Luca Ferri Responsabile Enterprise Risk Practice

Partner fondatore e responsabile practice rischio

Basato in Italia, attivo su gruppi europei

Si occupa di disegnare framework di aggregazione per gruppi complessi, con particolare attenzione al raccordo tra rischio, finanza e pianificazione. Ha seguito numerosi progetti di revisione della tassonomia dei rischi e di integrazione tra viste normative e gestionali. Coordina i lavori con i comitati interni e cura la coerenza tra politiche di rischio, metriche e reportistica direzionale.

Aree di competenza principali

Enterprise risk management avanzato Progettazione framework integrati Facilitazione comitati rischi Allineamento rischio e finanza
Marta Rinaldi Responsabile Metodologia Quantitativa

Marta Rinaldi Responsabile Metodologia Quantitativa

Responsabile metodologia e modelli di rischio

Basata a Milano, progetti internazionali

Guida le analisi metodologiche e la definizione delle scelte modellistiche per l’aggregazione dei rischi. Ha esperienza in validazione di modelli, stress test e documentazione tecnica a supporto di audit e vigilanza. È il riferimento per tradurre ipotesi quantitative in materiali chiari per i decisori non specialisti, garantendo coerenza tra rigore analitico e leggibilità.

Competenze metodologiche chiave

Metodologia di aggregazione rischi Validazione e backtesting modelli Stress testing e scenari Documentazione tecnica per audit
Giulio Conti Direzione Progetti e Governance

Giulio Conti Direzione Progetti e Governance

Lead consultant e direttore progetti

Basato a Roma, supporto a gruppi nazionali

Coordina i progetti presso i clienti, assicurando che tempi, priorità e interazioni tra funzioni restino sotto controllo. Ha background in internal audit e conosce bene le aspettative dei revisori sulla tracciabilità dei processi. Lavora per trasformare le raccomandazioni metodologiche in piani di implementazione realistici, con impatti chiari su ruoli, processi e strumenti.

Competenze di delivery e governance

Gestione progetti complessi Internal audit e controlli Change management operativo Traduzione requisiti in processi
Elena Bassi Specialista Dati e Processi di Rischio

Elena Bassi Specialista Dati e Processi di Rischio

Senior consultant dati e processi di rischio

Basata a Torino, progetti multi sede

Supporta i clienti nella gestione quotidiana dei dati di rischio, dalla qualità delle basi informative alla definizione dei controlli di primo e secondo livello. Ha esperienza in architetture dati per funzioni di rischio e finanza e nella mappatura dei flussi informativi tra sistemi diversi. Il suo obiettivo è ridurre gli attriti operativi che spesso bloccano l’evoluzione dell’aggregazione.

Competenze dati e operations

Data governance per il rischio Architetture informative integrate Controlli di qualità del dato Supporto operativo ai team interni

Cosa ci guida nel lavoro quotidiano

Molti approcci all’enterprise risk aggregation nascono per soddisfare una richiesta formale, non per aiutare chi deve decidere. Qui raccontiamo come e perché abbiamo scelto una strada diversa, mettendo al centro chiarezza, auditabilità e dialogo tra funzioni.

Q Q1
Per anni abbiamo visto comitati rischi sommersi da tabelle che non raccontavano la storia vera dell’esposizione complessiva. Molti si sono rassegnati all’idea che l’aggregazione sia solo un esercizio di compilazione. Noi partiamo dall’opposto: chiediamo quale decisione deve prendere il vertice e costruiamo una catena logica dal dato a quella decisione, documentando ogni passaggio in modo che audit possa seguirlo.
Estratto chiave
Troppi gruppi confondono volume di dati con conoscenza del rischio; il nostro lavoro è rimettere ordine, anche quando i sistemi non cambiano subito.
Luca Ferri Partner fondatore
Q Q2
La tentazione di nascondere la complessità dentro una formula è forte. Ma i regolatori, così come i revisori, guardano con sospetto a ciò che non si può spiegare con parole semplici. Per questo insistiamo su un principio di leggibilità: ogni scelta modellistica deve essere accompagnata da un razionale chiaro, esempi di comportamento in scenari concreti e limiti d’uso espliciti, aggiornati nel tempo.
Estratto chiave
Non proponiamo modelli opachi; se un membro del comitato non può spiegarli in tre minuti, il modello va ripensato.
Marta Rinaldi Responsabile metodologia
Q Q3
In molti gruppi la stessa cifra di rischio viene interpretata in modo diverso da funzioni diverse. Non è solo un problema tecnico, è un problema di linguaggio. Il nostro contributo sta anche nel creare un vocabolario condiviso e un set di rappresentazioni coerenti, in modo che le discussioni in comitato siano su priorità e azioni, non su cosa significhi un numero.
Estratto chiave

Lavoriamo perché rischio, finanza e audit parlino la stessa lingua quando discutono di aggregazione dei rischi d’impresa.

Giulio Conti Lead consultant
Q Q4
Negli ultimi anni i gruppi regolamentati hanno dovuto rivedere più volte i propri schemi di rischio. Chi aveva un impianto rigido ha sofferto. Chi aveva una struttura di aggregazione ben documentata ha potuto aggiornare assunzioni, correlazioni e scenari senza ripartire da zero. Per questo insistiamo molto su governance e versionamento dei modelli, non solo sulle formule.
Estratto chiave

La solidità di un framework di aggregazione si vede quando cambia il contesto e il modello resta comprensibile e adattabile.

Sara De Angelis Senior advisor
Q Q5
Una delle richieste più frequenti è supporto nella preparazione alle ispezioni. Non ci sostituiamo ai team interni, ma li aiutiamo a organizzare la documentazione, a costruire un filo logico tra politiche, modelli e report, e a prevedere le domande critiche. In questo modo l’aggregazione dei rischi smette di essere un punto debole e diventa un ambito in cui mostrare maturità di controllo.
Paolo Neri Responsabile progetti
Q Q6
Non iniziamo mai da una lista di deliverable standard. Partiamo invece dalle decisioni che il vertice deve prendere con maggiore frequenza o urgenza. Da lì risaliamo alla vista di rischio necessaria, ai dati disponibili, ai vincoli di sistema e alle risorse interne. Questo ci consente di proporre percorsi che hanno senso per quella realtà specifica, senza replicare schemi generici.
Estratto chiave
Ogni progetto parte da una domanda semplice: quali decisioni devono essere più solide grazie a una migliore aggregazione dei rischi?
Elena Bassi Direttrice operativa
Q Q7
Quando un framework di aggregazione funziona, si vede nel tono delle riunioni. Le domande si spostano da dubbi sui dati a riflessioni su trade off e priorità. Il nostro lavoro mira a questo: costruire processi, controlli e rappresentazioni tali per cui il vertice possa concentrarsi sulle scelte, sapendo che dietro ai numeri c’è un impianto solido, verificato e continuamente migliorato. Risultati may vary a seconda del contesto.
Andrea Leone Partner senior

Come iniziare a lavorare insieme

1

Condividere il punto di partenza

Si parte da una conversazione franca sulle attuali modalità di aggregazione dei rischi, sui limiti percepiti dai vertici e sulle richieste di audit e vigilanza. In questa fase raccogliamo esempi concreti di report, flussi dati e decisioni recenti, così da allineare aspettative e vincoli operativi. L’obiettivo è definire un perimetro di lavoro realistico, con priorità chiare e un linguaggio condiviso tra funzioni.

2

Organizzare un workshop mirato

Proponiamo una sessione strutturata, il Workshop di Aggregazione Integrata, in cui mettiamo a confronto prassi attuali e principi metodologici riconosciuti. Utilizziamo casi reali, riferimenti a orientamenti di vigilanza e un set di domande guida per far emergere incoerenze, dipendenze non mappate e rischi di doppio conteggio. Il risultato è una mappa dei gap e delle opportunità di miglioramento.

3

Definire un percorso concreto

A partire dal workshop, costruiamo insieme un percorso di adeguamento, che può includere revisione della tassonomia, test pilota su alcune unità, affinamento di modelli e processi di validazione. Ogni proposta viene valutata in termini di impatto su reportistica, carico operativo e leggibilità per i decisori. Così si evita di introdurre complessità che non porta valore.

4

Supportare board e comitati

Per i gruppi che lo desiderano, prepariamo materiali sintetici per comitati rischi, audit e consiglio, spiegando in modo chiaro cosa cambia, perché e con quali controlli. Possiamo partecipare a incontri selezionati come interlocutore tecnico, aiutando i vertici a porre le domande giuste e i team interni a rispondere con sicurezza. Da qui spesso nasce una collaborazione continuativa.

Utilizziamo cookie per migliorare il sito, analizzare l’utilizzo e rispettare gli obblighi normativi. Puoi accettare tutti i cookie o gestire le preferenze in qualsiasi momento.