Perché esistiamo davvero
Molte organizzazioni convivono con viste di rischio frammentate; noi esistiamo per trasformare quei frammenti in un quadro unico, difendibile e utile alle decisioni.
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Focus Partiamo dalle lacune nei flussi di rischio esistenti per progettare un’aggregazione che serva davvero consiglio di amministrazione, audit e funzioni di controllo.
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Metodo Applichiamo un quadro strutturato, il Protocollo di Aggregazione Integrata, che collega tassonomia, dati e scenari alle decisioni direzionali.
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Audit Ogni passaggio è documentato in modo tracciabile, per facilitare revisioni interne, revisori esterni e verifiche delle autorità di vigilanza.
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Tecnico Combiniamo tecniche quantitative e giudizio esperto, spiegando le scelte modellistiche con linguaggio comprensibile ai decisori non tecnici.
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Persone Lavoriamo a stretto contatto con i team interni, trasferendo metodo operativo e supportando la gestione del cambiamento.
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Indipendenza Non vendiamo software; questo ci permette di proporre soluzioni aderenti alla realtà, non legate a una piattaforma specifica.
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Governance Aiutiamo a chiarire ruoli e responsabilità nella catena del dato di rischio, riducendo ambiguità e duplicazioni di attività.
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Adattabilità Progettiamo framework che possono evolvere nel tempo, seguendo nuove normative, cambi organizzativi e strategie di rischio.
I valori che guidano ogni progetto di aggregazione rischi
Indipendenza metodologica e supporto concreto
Un metodo indipendente, trasparente e costruito per resistere a domande difficili da parte di audit, revisori e autorità di vigilanza.
Trasparenza lungo tutta la catena del dato
La solidità di un framework di aggregazione dipende dalla capacità di fornire una vista coerente dei rischi, evitando duplicazioni e buchi informativi. Per questo lavoriamo con tassonomie chiare, dipendenze esplicite e regole di consolidamento documentate. Ogni ipotesi viene resa verificabile, così che chi controlla possa seguirne il filo logico e chi decide possa comprendere cosa c’è dietro a un numero sintetico.
Implementazione sostenibile per i team interni
Eccellenza tecnica con pragmatismo operativo
Capacità di adattamento nel tempo
Come si è evoluto il nostro approccio
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2018Avvio dei primi progetti di aggregazione rischi per gruppi regolamentati Nasce lo studio con l’obiettivo di colmare il divario tra modelli di rischio teorici e le esigenze pratiche di consiglio e comitati. I primi incarichi riguardano la revisione della reportistica integrata in gruppi con strutture dati eterogenee e forte pressione regolamentare, ponendo le basi del nostro approccio orientato alla decisione.#6
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2019Definizione del Protocollo di Aggregazione Integrata Viene formalizzato il Protocollo di Aggregazione Integrata, un insieme di fasi e deliverable che collega tassonomia, dati, dipendenze e scenari. Questo schema diventa il riferimento per tutti i nuovi progetti e viene progressivamente affinato sulla base delle osservazioni di audit interni ed esterni.#5
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2020Primi incarichi focalizzati su preparazione ad audit e ispezioni Lo studio viene coinvolto in iniziative di preparazione a ispezioni su tematiche di rischio aggregato. Il confronto con revisori e funzioni ispettive porta a rafforzare la parte di documentazione, tracciabilità delle assunzioni e gestione delle versioni dei modelli, che entra stabilmente nei nostri schemi di lavoro.#4
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2022Estensione del framework a settori e strutture più complesse L’esperienza maturata su più settori spinge a estendere il metodo a nuove tipologie di rischio e a gruppi con strutture societarie più articolate. Vengono introdotti strumenti di diagnosi rapida della maturità di aggregazione, utili per definire piani di evoluzione graduali ma coerenti con le richieste dei vertici.#3
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2024Sviluppo di linee guida di governance dei modelli Si rafforza il focus sulla governance dei modelli di aggregazione, con maggiore attenzione a ruoli, responsabilità e meccanismi di approvazione. Nascono linee guida interne per supportare i clienti nella definizione di comitati metodologici e percorsi di aggiornamento controllato delle assunzioni chiave.#2
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2026Consolidamento della specializzazione su enterprise risk aggregation Lo studio consolida il proprio posizionamento come interlocutore specializzato su enterprise risk aggregation per gruppi soggetti a forte scrutinio. La priorità diventa aiutare i clienti a passare da un uso principalmente dichiarativo dei numeri di rischio a un impiego effettivo nelle decisioni su capitale, piani e soglie di tolleranza.#1
Un team costruito attorno all’aggregazione dei rischi d’impresa
Luca Ferri Responsabile Enterprise Risk Practice
Partner fondatore e responsabile practice rischio
Si occupa di disegnare framework di aggregazione per gruppi complessi, con particolare attenzione al raccordo tra rischio, finanza e pianificazione. Ha seguito numerosi progetti di revisione della tassonomia dei rischi e di integrazione tra viste normative e gestionali. Coordina i lavori con i comitati interni e cura la coerenza tra politiche di rischio, metriche e reportistica direzionale.
Aree di competenza principali
Marta Rinaldi Responsabile Metodologia Quantitativa
Responsabile metodologia e modelli di rischio
Guida le analisi metodologiche e la definizione delle scelte modellistiche per l’aggregazione dei rischi. Ha esperienza in validazione di modelli, stress test e documentazione tecnica a supporto di audit e vigilanza. È il riferimento per tradurre ipotesi quantitative in materiali chiari per i decisori non specialisti, garantendo coerenza tra rigore analitico e leggibilità.
Competenze metodologiche chiave
Giulio Conti Direzione Progetti e Governance
Lead consultant e direttore progetti
Coordina i progetti presso i clienti, assicurando che tempi, priorità e interazioni tra funzioni restino sotto controllo. Ha background in internal audit e conosce bene le aspettative dei revisori sulla tracciabilità dei processi. Lavora per trasformare le raccomandazioni metodologiche in piani di implementazione realistici, con impatti chiari su ruoli, processi e strumenti.
Competenze di delivery e governance
Elena Bassi Specialista Dati e Processi di Rischio
Senior consultant dati e processi di rischio
Supporta i clienti nella gestione quotidiana dei dati di rischio, dalla qualità delle basi informative alla definizione dei controlli di primo e secondo livello. Ha esperienza in architetture dati per funzioni di rischio e finanza e nella mappatura dei flussi informativi tra sistemi diversi. Il suo obiettivo è ridurre gli attriti operativi che spesso bloccano l’evoluzione dell’aggregazione.
Competenze dati e operations
Cosa ci guida nel lavoro quotidiano
Molti approcci all’enterprise risk aggregation nascono per soddisfare una richiesta formale, non per aiutare chi deve decidere. Qui raccontiamo come e perché abbiamo scelto una strada diversa, mettendo al centro chiarezza, auditabilità e dialogo tra funzioni.
In molti gruppi la stessa cifra di rischio viene interpretata in modo diverso da funzioni diverse. Non è solo un problema tecnico, è un problema di linguaggio. Il nostro contributo sta anche nel creare un vocabolario condiviso e un set di rappresentazioni coerenti, in modo che le discussioni in comitato siano su priorità e azioni, non su cosa significhi un numero.
Lavoriamo perché rischio, finanza e audit parlino la stessa lingua quando discutono di aggregazione dei rischi d’impresa.
La solidità di un framework di aggregazione si vede quando cambia il contesto e il modello resta comprensibile e adattabile.
Non iniziamo mai da una lista di deliverable standard. Partiamo invece dalle decisioni che il vertice deve prendere con maggiore frequenza o urgenza. Da lì risaliamo alla vista di rischio necessaria, ai dati disponibili, ai vincoli di sistema e alle risorse interne. Questo ci consente di proporre percorsi che hanno senso per quella realtà specifica, senza replicare schemi generici.
Quando un framework di aggregazione funziona, si vede nel tono delle riunioni. Le domande si spostano da dubbi sui dati a riflessioni su trade off e priorità. Il nostro lavoro mira a questo: costruire processi, controlli e rappresentazioni tali per cui il vertice possa concentrarsi sulle scelte, sapendo che dietro ai numeri c’è un impianto solido, verificato e continuamente migliorato. Risultati may vary a seconda del contesto.
Come iniziare a lavorare insieme
Condividere il punto di partenza
Si parte da una conversazione franca sulle attuali modalità di aggregazione dei rischi, sui limiti percepiti dai vertici e sulle richieste di audit e vigilanza. In questa fase raccogliamo esempi concreti di report, flussi dati e decisioni recenti, così da allineare aspettative e vincoli operativi. L’obiettivo è definire un perimetro di lavoro realistico, con priorità chiare e un linguaggio condiviso tra funzioni.
Organizzare un workshop mirato
Proponiamo una sessione strutturata, il Workshop di Aggregazione Integrata, in cui mettiamo a confronto prassi attuali e principi metodologici riconosciuti. Utilizziamo casi reali, riferimenti a orientamenti di vigilanza e un set di domande guida per far emergere incoerenze, dipendenze non mappate e rischi di doppio conteggio. Il risultato è una mappa dei gap e delle opportunità di miglioramento.
Definire un percorso concreto
A partire dal workshop, costruiamo insieme un percorso di adeguamento, che può includere revisione della tassonomia, test pilota su alcune unità, affinamento di modelli e processi di validazione. Ogni proposta viene valutata in termini di impatto su reportistica, carico operativo e leggibilità per i decisori. Così si evita di introdurre complessità che non porta valore.
Supportare board e comitati
Per i gruppi che lo desiderano, prepariamo materiali sintetici per comitati rischi, audit e consiglio, spiegando in modo chiaro cosa cambia, perché e con quali controlli. Possiamo partecipare a incontri selezionati come interlocutore tecnico, aiutando i vertici a porre le domande giuste e i team interni a rispondere con sicurezza. Da qui spesso nasce una collaborazione continuativa.